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    Conto corrente con Iban italiano

    Sebastiano Marchisella
    Sebastiano Marchisella
    Copywriter specializzato in prodotti bancari, conti correnti e finanza personale

    Nel momento in cui attiva un conto corrente per un suo cliente, la banca assegna un codice Iban. E se ci si rivolge a uno dei nostri istituti di credito nazionali, si apre naturalmente un conto con Iban italiano.

    Il codice Iban consente di identificare in maniera univoca il conto e di eseguire le varie operazioni bancarie, tra cui i trasferimenti di denaro. In tutti i paesi europei, e in tantissimi altri paesi al di fuori del Vecchio Continente, vengono utilizzati i codici Iban, anche se la loro composizione e la loro lunghezza in termini di caratteri può essere differente.

    Ma al di là di una differenza alfanumerica, cosa comporta avere un conto con Iban italiano o estero? È possibile effettuare operazioni alla stessa maniera?

    Proviamo a sciogliere qualche dubbio sull’argomento, scoprendo come si compone un codice IBAN e se esistono svantaggi o restrizioni nell’utilizzo di conti aperti in altri stati europei.

    Come è composto un codice IBAN?

    Il codice Iban nel nostro Paese è composto da 27 caratteri, suddivisi in questo modo:

    • due lettere che indicano il paese (nel nostro caso, quindi, il codice inizia con IT);
    • due cifre di controllo;
    • una cifra che rappresenta il codice nazionale;
    • Codice ABI: cinque caratteri che permettono di identificare la banca;
    • Codice CAB: cinque caratteri che consentono di identificare la filiale della banca;
    • dodici caratteri che riprendono il numero del conto corrente bancario.

    Il divieto europeo di discriminazione degli IBAN

    Qualcuno in passato avrà sicuramente sentito parlare di discriminazione degli Iban, ovvero la decisione di alcune banche di non accettare i trasferimenti di denaro provenienti (o diretti) verso conti dotati di un codice non locale.

    In realtà, questa pratica è stata dichiarata illegale da una decina di anni dall’Unione europea. Questo significa che chi è titolare di un conto con Iban italiano non può essere discriminato nel suo utilizzo neanche quando si trova in un altro Paese dell’Unione Europea.

    In altri termini, i conti correnti che hanno un codice Iban italiano possono essere impiegati appieno, ovvero senza restrizioni di alcun tipo, anche se ci si trova o si risiede in un altro stato europeo.

    Ma lo stesso discorso vale anche per i conti con codice IBAN di altro paese europeo (Germania, Francia ecc…), che vengono utilizzati in Italia.

    Come avere un conto con IBAN italiano?

    Per avere un conto con Iban italiano utilizzabile senza restrizioni in tutti i paesi dell’Unione europea è sufficiente aprirlo presso un istituto di credito italiano. Il tutto avviene in maniera automatica, quindi non serve fare alcuna richiesta specifica.

    Tuttavia è possibile ottenere conti con IBAN italiano anche presso alcuni istituti esteri presenti nel nostro paese. Di recente, alcune banche che operano in Italia, con sede legale all’estero (es. la tedesca N26), hanno introdotto la possibilità di aprire conti con codice Iban italiano.

    Si tratta di un’opportunità interessante, anche se non comporta grandi effetti sull’operatività del conto. Come accennato in precedenza infatti, il divieto di discriminazione degli Iban permetterebbe di utilizzare il conto senza restrizioni, anche se fosse dotato di Iban di altro paese europeo.

    Vantaggi del codice Iban italiano

    Ma allora se gli IBAN dei paesi Europei sono di fatti equiparabili quali sono i vantaggi di avere un conto corrente con IBAN italiano?

    Anche se, come abbiamo visto, non dovrebbero esserci differenze tra IBAN italiani ed IBAN di altri paesi europei, il conto con codice Iban italiano presenta alcuni vantaggi, che vanno al di là della sua mera operatività.

    Ad esempio, chi ha un’attività commerciale potrebbe beneficiare della maggiore fiducia da parte dei suoi clienti, visto che di solito la gente è più guardinga quando si parla di trasferire i propri soldi verso un paese estero.

    Inoltre, c’è un altro beneficio di natura fiscale su cui riflettere: chi ha un conto con Iban italiano non deve preoccuparsi della sua dichiarazione, dato che sarà la banca stessa ad occuparsi del versamento del bollo (nel caso fosse dovuto). Al contrario, chi è titolare di un conto con Iban estero dovrà occuparsi in prima persona dell’aspetto fiscale.

    A proposito di aspetti fiscali, nel caso in cui la giacenza media del conto straniero superi la soglia dei 5mila euro, sarà necessario compilare in modo corretto il quadro RW della dichiarazione dei redditi per persone fisiche (il Modello Redditi).

    È un passaggio fondamentale per essere in regola con il pagamento dell’Ivafe, ovvero l’imposta sul valore delle attività finanziarie che si detengono all’estero.

    I migliori conti correnti con IBAN italiano

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